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Bivacco Gervasutti  2835 m.
Difficoltà: alpinistico F      Tempo di salita: ore 4    Dislivello: 1250 m.
Picozza e ramponi solo ad inizio stagione. 12 posti letto.

Si parte da Lavachey. Appena prima che la strada salga per alcuni tornanti, a sx si attraversa il ponte verso la strada sterrata. Qui si vede il cartello giallo.
Si deve proseguire di fronte verso il boschetto, leggermente verso sx. E' facile sbagliare subito perché c'è anche un sentiero più a dx che costeggia il torrente.
Oltrepassato il bosco, c'è ancora una bella traccia di sentiero, la quale porta a guadare il torrente. A mio avviso è meglio non guadarlo subito. E' molto più facile salire ancora ed attraversare il nevaio che scavalca il torrente. A questo punto bisogna fare ancora molta attenzione perché la traccia di sentiero non c'è più. Salire al centro di un ripido pendio erboso, delimitato da 2 torrenti. Qui il sentiero riappare. Al termine del pendio si guada ancora il torrentello e si giunge alla base della paretina valutabile di 2° grado con corda fissa, 80m.


 

In cima alla paretina riprende il sentiero. Si scorge il bivacco in lontananza. Siamo circa a metà strada.
Dopo 20 o 30 minuti il sentiero scompare, bisogna seguire i bolli gialli e gli ometti perché il terreno è intervallato da nevai e rocce.
Nell'ultima parte di salita c'è un piccolo ghiacciaio da attraversare. Quattro anni fa ci siamo legati per precauzione.
Quest'anno, invece, abbiamo trovato il ghiacciaio molto ridotto
(2012). Non sono stati necessari ne i ramponi ne la corda.
Consiglio di portare solo una leggera picozza. Oppure i ramponi soltanto se ci fossero nottate con temperature molto basse.
Per accedere al bivacco c'è un'altra facile, ma non banale, paretina con corda fissa. Panorama eccezionale sulle Jorasses.


 
 
 

Abbiamo raggiunto il bivacco il primo di luglio 2012 in meno di 3 ore.
Relazione e fotografie: Mauro Prella



Kilimanjaro  5895 m.

Uhuru peak  -  Tanzania

È un vulcano formato da tre crateri : il più antico, Shira, ad ovest, con una altitudine di 3962 metri, il Mawenzi ad est, con una altitudine di 5149 m. ed il Kibo, al centro che è il più recente, dove si trova il picco Uhuru 5895 m.
Foto: Eric Vairos


Castore  4228 m.
Parete Ovest  - Traversata con gli sci dalla Testa Grigia 3480 m.(Valtournenche)  a  S.Jacques (Ayas)
Difficoltà: PD + corda piccozza ramponi per la parte alpinistica,  MSA per la parte sci-alpinistica.
Dislivello in salita 800 m.    Dislivello in discesa 2700 m.


Bella traversata su ghiacciai, che costituisce la prima parte del Trofeo Mezzalama. La salita del versante Ovest del Castore richiede neve sicura perché se lo strato è abbondante e instabile, vi può essere pericolo di valanghe. Noi l’abbiamo salita proprio il giorno della gara (1 maggio 2013) abbiamo trovato una bella traccia essendo passata molta gente. Anche la neve era ottimamente assestata e i crepacci tutti chiusi. La parte finale del percorso, dal Rifugio Mezzalama verso il basso, è stata abbastanza faticosa a causa della neve molle. Faceva abbastanza caldo. Tempo complessivo: dalle 6 alle 9 ore a seconda delle condizioni.



Dalla Testa Grigia 3480m, raggiunta in funivia da Cervinia, salire verso Est i pendii del Plateau Rosà puntando al Colle del Breithorn 3831m, che si raggiunge in circa 1 ora. Da questa vasta sella glaciale si continua verso Est in leggera discesa (crepacci) fino alla conca sotto la parete rocciosa S-E del Breithorn Centrale; si attraversa con percorso quasi pianeggiante il Grande Ghiacciaio di Verra, passando sotto l’isolotto roccioso sul quale è collocato il bivacco Rossi e Volante e, giunti nella conca glaciale prima della Porta Nera, si sale leggermente verso Sud per passare alla base della cresta S-O del Polluce (3793m) fino ad arrivare al Colle di Verra 3848m (ore da 2:30 a 3:30 dalla Testa Grigia). Lasciati gli sci, salire in diagonale verso destra per portarsi al centro della parete Ovest del Castore alta 400m. L’inclinazione si accentua (45°) dalla seconda metà fin sotto la crepaccia terminale, che noi abbiamo trovato chiusa. La vetta si può raggiungere portandosi sulla cresta N-O (molto sottile e aerea) o, come nel nostro caso, andando a prendere la cresta S-O che in breve porta sulla cima a 4226m (ore da 1:30 a 2:30 dal Colle di Verra).

Per la discesa si percorre a ritroso la traccia fino al Colle di Verra, si mettono gli sci ai piedi e si scende lungo l’avvallamento glaciale (attenzione ai crepacci) limitato a Nord dalla seraccata del Grande Ghiacciaio di Verra. Dopo circa 1,5 Km, lo si abbandona per piegare a sinistra in direzione del Rifugio delle Guide della Val d’Ayas 3394m, ottimo punto di sosta dopo tutto il nostro giro (con gli sci 15 minuti dal Colle di Verra). Per scendere dal rifugio con gli sci occorre risalire una cinquantina di metri il ghiacciaio per evitare i grossi crepacci e scendere il ghiacciaio fino ad arrivare alle rocce di Lambronecca, nei pressi del Rifugio Mezzalama 3004m. Scendere direttamente il pendio a est del rifugio per portarsi al centro del vallone che si scende attraverso facili pendii, oppure, in mancanza di neve, seguire il sentiero sul filo della morena per poi abbassarsi sul dosso erboso con molti tornanti: in entrambi i casi si arriva al Pian di Verra superiore in corrispondenza di un ponticello a quota 2488m. Si percorre la strada che, dopo qualche tornante, (scorciatoie) porta al Pian di Verra Inferiore 2050m. Seguendo la strada (scorciatoie), si arriva al paese di St. Jacques 1689m (da 2 a 3 ore dal Rifugio delle Guide).





Fotografie: Mauro Prella, Alberto Panseri.

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